significato

Going under è una canzone della rock band americana Evanescence. E’ stata pubblicata il 9 settembre 2003 come secondo singolo dal loro album di debutto Fallen. È stata scritta da Amy Lee, David Hodges e Ben Moody, mentre la produzione è stata gestita da Dave Fortman.

Il video musicale per la canzone è stato diretto da Philipp Stölzl ed è stato girato nel maggio 2003 in Germania. Mostra la cantante, Amy Lee, mentre canta in concerto insieme alla band, mentre i fan si stanno trasformando in zombie. Amy nel video “va sotto” tuffandosi in una vasca piena d’acqua che rappresenta tutte le lacrime che ha versato – che vengono citate nel testo – e nelle quali sente immersa. Nel testo sono molte le metafore di questo tipo (lei che “annega” in lui, e nel dolore che la fine della loro storia le ha causato) quindi tutto il significato del testo ruota attorno alla rappresentazione visuale del dolore come un liquido nel quale si affonda e che leva il respiro.

Going under è stata scelta da Simona Ventura per l’interpretazione degli Ape Escape nella Quinta puntata di X Factor 7 del 21 Novembre 2013.

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Il testo e la traduzione di Going under in download digitale su iTunes

Now I will tell you what I’ve done for you – Adesso ti dirò cosa ho fatto per te
50 thousand tears I’ve cried – Ho versato cinquantamila lacrime
Screaming, deceiving and bleeding for you – urlando, ingannando e sanguinando per te
and you still won’t hear me – e tu comunque non mi ascolti
Don’t want your hand this time I’ll save myself – non voglio la tua mano questa volta, mi salverò da sola
Maybe I’ll wake up for once – forse una volta tanto mi sveglierò
Not tormented, daily defeated by you – non tormentata, sconfitta ogni giorno da te
Just when I thought I’d reached the bottom – solo che quando pensavo di aver raggiunto il fondo
I’m dying again – Io muoio di nuovo Continua a leggere

The Show Must Go On è una canzone della rockband inglese Queen, ed è la dodicesima e ultima traccia del loro quattrordicesimo album del 1991 Innuendo, l’ultimo pubblicato mentre Freddie Mercury era ancora in vita.

Il brano è stato attribuito ai Queen nel loro complesso, anche se la scrittura si deve principalmente a Brian May. Il testo venne infatti scritto dallo stesso May con la collaborazione di Freddie Mercury e descrive la fatica di quest’ultimo di continuare le registrazioni dell’album nonostante la fine della sua vita fosse ormai prossima, a causa delle complicazioni dovute all’AIDS (al tempo la sua malattia non era ancora stata resa pubblica, nonostante i media avessero da tempo diffuso la voce che fosse gravemente malato), ma è anche un inno alla speranza e fonte di ispirazione per tutti quelli che continuano a fare ciò che devono, nonostante il dolore, la fatica, le delusioni. Dal punto di vista melodico, una una sequenza di accordi del tema musicale si ispira al Canone di Pachelbel, uno dei più noti brani di musica barocca.

Venne pubblicata il 14 ottobre 1991 come singolo di lancio del Greatest Hits II, appena sei settimane prima della morte di Mercury, avvenuta il successivo 24 novembre. Il brano è stato poi suonato dal vivo il 20 aprile del 1992, durante il The Freddie Mercury Tribute Concert, dove venne eseguita dai tre membri superstiti dei Queen insieme a Elton John alla voce e Tony Iommi alla chitarra ritmica.  Una versione molto bella è stata registrata da Jim Broadbent e Nicole Kidman per la colonna sonora del film Moulin Rouge! di Baz Luhrmann.

La salute di Mercury all’epoca era così deteriorata che venne deciso di non girare nessun video per accompagnare il brano, ma di creare un montaggio di vari clip video dei Queen che abbracciano il periodo intercorrente tra il 1981 e il ’91 (ma non include quelli dal 1973 al ’80) anche in considerazione del fatto che il secondo Greatest Hits album della band lanciato con questa canzone copre esattamente quel periodo.

Il testo è pieno di metafore. Quella principale, che prosegue lungo tutto il brano è quella della vita come spettacolo teatrale.

I primi versi si aprono con delle domande: “Empty spaces – what are we living for? – Spazi desolati– – per cosa stiamo vivendo? / Luoghi abbandonati – – mi pare di poter dire che la sappiamo lunga / Does anybody know what we are looking for? – Qualcuno sa forse cosa stiamo cercando?“. L’ambientazione è quindi fin da subito isolata, solitaria, vuota. Uno spazio fisico, ma anche emotivo di desolazione. E in un contesto simile la domanda è quella che da sempre l’uomo si pone: qual è il significato della vita? Sono domande retoriche, perché nessuno può rispondere con certezza, ma quel che conta è la presa di coscienza che arriva nel momento in cui ci si ferma un momento a riflettere e – tra tutte le piccole e grandi incombeze quotidiane, le cose da fare, le persone – ci si ritrova soli con se stessi a chiedersi “che senso ha tutto questo?”. E queste domande arrivano nonostante non si sia più giovani e inesperti, ma ormai la si sappia lunga sulla vita. Forse qualcuno ha la risposta? Qualcuno sa davvero cosa stiamo cercando tutti?

Lo spettacolo teatrale in scena è una pantomima, cioè quella che secondo il dizionario è una “rappresentazione scenica muta, affidata esclusivamente all’azione gestuale, talvolta accompagnata da musica o da voci fuori campo“, nella quale recita un “eroe”, che però commette l’ennesimo inutile crimine dietro al sipario “Another hero – another mindless crime. – Un altro eroe – un altro inutile crimine / Behind the curtain, in the pantomime. – Dietro al sipario, nella messinscena”. Credo che questi versi rappresentino metaforicamente tutti quelli che tengono un comportamento impeccabile di facciata nello “spettacolo” della vita, ma che poi di nascosto dagli spettatori, dietro al sipario (quindi nel loro intimo o comunque quando nessuno li vede) compiono piccoli misfatti peraltro privi di significato e scopo.

Cosa fare? La tentazione sarebbe di arrendersi, gettare le armi e abbandonare la scena, ma no: la canzone invita a non farlo (“Hold the line! – Tenete duro!/Does anybody want to take it anymore? – Qualcuno ce la fa ancora?/ The Show must go on! – Lo spettacolo deve andare avanti!”) anche se costa moltissimo, anche se nel proprio animo il dolore è tale da spezzare il cuore e anche se la maschera di apparenza dietro alla quale ci nascondiamo mostra qualche crepa e segnali di debolezza, è lo spirito a fare la differenza: comunque la recita continua, tanto vale affrontarla con un sorriso che non cede (“Inside my heart is breaking, – Dentro il cuore mi si sta spezzando/My make-up may be flaking, – Il mio trucco potrebbe farsi a pezzi/But my smile, still, stays on! – Ma il mio sorriso, ancora, resta su!”).

La canzone invita a non cercare di controllare tutto, ma accettare ciò che ci succede, qualsiasi cosa la vita ci porterà (“Whatever happens, I’ll leave it all to chance. – Qualsiasi cosa succeda, lascerò tutto al caso.”) che sia l’ennesima deluzione amorosa, l’ennesimo dolore che spezza il cuore, di nuovo e ancora (“Another heartache – another failed romance. – Un altro dolore al cuore, un’’altra storia fallita/On and on… – Ancora e ancora“) alla ricerca di qualcuno che abbia una risposta a quel dubbio sul significato dell’esistenza (“Does anybody know what we are living for? – Qualcuno sa per cosa stiamo vivendo?“).

Ma le delusioni, il dolore non passano senza lasciare un solco: il dubbio che siano dovuti a nostri errori, che il non essere felici dipenda da qualcosa di sbagliato nel nostro modo di comportarci (nel nostro modo di essere) soprattutto quando queste vicende si presentano ancora e ancora uguali a se stesse porta a chiedersi se non siano lezioni da cui apprendere qualcosa, ad essere meno spigolosi, meno freddi, e a decidere di cambiare (“I guess i’m learning – Forse sto imparando/I must be warmer now… – Dovrei essere più accogliente/I’ll soon be turning round the corner now. – Sarò presto sul punto di svoltare l’angolo“).

E poi di nuovo una metafora sulla differenza tra ciò che si prova nel proprio animo e l’apparenza esterna, l’immagine che offriamo di noi: all’esterno ci si mostra come se si fosse una alba, quindi qualcosa che è l’inizio di un nuovo giorno radioso, esplosivo e entusiasmante, ma dentro al cuore è buio e c’è una sensazione di tormento perché tutti desiderano soltanto di essere felici (“Outside the dawn is breaking, – Di fuori l’’alba sta scoppiando,/But inside in the dark I’m aching to be free! – Ma dentro nel buio sto soffrendo per essere felice!“).

Questa tristezza interiore non è dovuta alla mancanza di qualità e non è un dato permanente, nella metafora infatti si dice che l’anima è colorata come le ali della farfalla, simbolo di leggerezza e allegria (“My soul is painted like the wings of butterflies, – La mia anima è dipinta come ali di farfalle“) e ciò che di bello c’è stato nel passato comunque continuerà a vivere in noi (“Fairy tales of yesterday will grow, but never die, – Le fiabe di ieri invecchieranno, ma non moriranno mai“): questa condizione attuale non significa non avere le capacità per essere diversi (“I can fly, my friends! – Posso volare, amici miei!“).

Nel frattempo la vita continua e l’invito è ad affrontarla comunque con spirito indomito, senza arrendersi, fino alla fine (“The Show must go on! – Lo spettacolo deve andare avanti!/I’ll face it with a grin! – Lo affronterò con uno smagliante sorriso!/I’m never giving in! – Non mi arrenderò!/On with the show! – Proseguiamo –con lo spettacolo!“) sempre cercando di viverla da protagonisti, senza mettersi in un angolo, ma guidati da un furioso desiderio di vivere, nonostante tutto (“I’ll top the bill! – Sarò l’attrazione di punta/I’ll overkill! – Sarò straordinario!/I have to find the will to carry on! – Devo trovare la volontà di andare avanti!/On with the show! – Proseguiamo –con lo spettacolo!“).

E’ un testo tragico, ma anche intessuto di una speranza e una voglia di vivere trascinante su una melodia epica. La malinconia si stempera nella incredibile forza di volontà di chi affronta le prove a cui viene sottoposto a testa alta e positività, così come Freddie ha affrontato le registrazioni di quello che sapeva sarebbe stato il suo ultimo album. Da straordinario artista e eccezionale essere umano quale era, lasciando in eredità il proprio esempio e una delle più belle canzoni della storia della musica.

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Il testo e la traduzione di The Show must go on in download digitale su iTunes

Empty spaces – what are we living for? – Spazi desolati– – per cosa stiamo vivendo?
Abandoned places – I guess we know the score… – Luoghi abbandonati – – mi pare di poter dire che la sappiamo lunga
On and on! – Ancora e ancora
Does anybody know what we are looking for? – Qualcuno sa forse cosa stiamo cercando? Continua a leggere

Bambolina e Barracuda è un brano contenuto nell’album di esordio di Ligabue, che porta il nome del cantante, uscito nel 1990.

Il titolo del brano si riferisce alla protagonista della storia narrata: la relazione tra una ragazza definita bambolina per il suo essere bella e infantile nella sua cameretta ancora piena di poster, con un ragazzo più giovane di lei, che ha passato giorni ad osservare le finestre di casa sua, desiderandola. Nel corso della storia la bambolina rivela più carattere e decisione del previsto, trasformandosi in barracuda: predatrice e implacabile. Il ragazzo dopo essersi creduto maturo e disinvolto (“Cosa vuoi da bere?”/”Quello che hai, purché sia forte”) si ritrova coinvolto in un gioco imprevisto (“Lo so che se voglio posso restare,/ma non insistere dai…/Dai aprimi la porta porta, porta, porta, porta/Mi vuoi aprir la porta porta, porta, porta, porta”): l’unica è arrendersi alle richieste della ragazza, ma è una resa dolce.

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Il testo di Bambolina e Barracuda in download digitale su iTunes

La camera ha poca luce
e poi è molto più stretta
di come da giù immaginavo
ho pensato molto a lei qua dentro
l’immaginavo sempre sola
(chissà con che diritto, poi…) Continua a leggere

With or Without You è una canzone della rockband  irlandese U2. E la terza traccia del loro album del 1987, The Joshua Tree, ed è stata pubblicata come primo singolo dell’album il 21 marzo 1987. E’ uno dei loro brani di maggior successo.

With or Without You presenta parti di chitarra suonate dal chitarrista The Edge con un prototipo della Infinite Guitar (un particolare modello di chitarra creata da Michael Brook, che consente ad una singola nota di chitarra elettrica di durare all’infinito, da cui il nome. Ciò è reso possibile da un circuito elettronico che prende il segnale da un singolo pickup sulla chitarra, lo amplifica, e lo alimenta nuovamente in una bobina di raccolta separata. Se utilizzato correttamente, il risultato è una nota continua costante che può essere usata come è, o essere trattata per creare nuovi suoni o emulare strumenti tradizionali). La canzone ha avuto origine da un demo registrato verso la fine del 1985 su cui il gruppo ha continuato a lavorare durante le sessioni di The Joshua Tree.

Il significato del brano ha diviso gli ascoltatori: c’è chi vi ravvisa riferimenti alla morte, chi alla religione (o alle difficoltà delle coppie di religioni diverse di coesistere). La maggior parte delle persone tuttavia ritiene si tratti di una canzone d’amore travagliato. In particolare pare che il testo sia stato ispirato a Bono dai propri sentimenti contrastanti a proposito della voglia di portare avanti sia la propria vita di musicista che quella di uomo normale che ama la propria famiglia.

Nel 2010, la rivista Rolling Stone ha collocato la canzone al numero 132 sulla loro lista di “Le 500 migliori canzoni di tutti i tempi”.

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Il testo e la traduzione di With or Without You in download digitale su iTunes

See the stone set in your eyes – Guarda la gemma incastonata nei tuoi occhi
See the thorn twist in your side – Guarda la spina conficcata nel tuo fianco
I wait for you – Io aspetto te
Sleight of hand and twist of fate – Abilità e colpo di fortuna
On bed of nails she makes me wait – Su di un letto di chiodi lei mi lascia ad attendere
And I wait without you – E io aspetto senza di te
With or without you – Con o senza di te Continua a leggere

M83 è un gruppo elettronico francese proveniente da Antibes, e si è formato nel 2001 dall’incontro tra Anthony Gonzalez e Nicolas Fromageau. La band prende il nome dalla galassia a spirale Messier 83, e la sua estetica musicale è influenzata dall’ampio uso di effetti di riverbero e di parole pronunciate dolcemente in contrasto con basi strumentali forti.

Gonzalez e Fromageau si  separarono poco dopo il tour per il loro secondo album  Dead Cities, Red Seas & Lost Ghosts ma la band ha continuato la propria attività con la collaborazione di nuovi musicisti.

Wait è inclusa nel sesto album Hurry Up, We’re Dreaming del 2011, che ha ricevuto una nomination come Best Alternative Music Album ai Grammy Awards del 2013.

Il testo, pur breve, esprime un concetto estremamente importante e intenso: non è opportuno soffermarsi troppo a lungo sugli errori fatti nella nostra vita. Ognuno di noi ha una propria storia passata e non c’è nulla che possa modificarla, né fermare ciò che sta accadendo e ciò che sta per accadere. Questo significa che non c’è tempo per cambiare il passato o predire il futuro, e quindi, nonstante il dolore per ciò che ci è accaduto in passato o la paura di ciò che potrà succederci, tutto quel che possiamo fare – alla fine – è vivere. E basta.

Il testo e la traduzione di Wait, in download digitale su iTunes

Send your dreams – Manda i tuoi sogni
Where nobody hides – Dove nessuno si nasconde
Give your tears – Dona le tue lacrime
To tide – Alla marea Continua a leggere

Il Triangolo del 1978 fa parte dell’album Zerolandia il quinto pubblicato dal noto cantautore romano Renato Zero.

Il brano, scritto dallo stesso Renato Zero insieme a Mario Vicari che lo ha assistito peer la parte musicale, è un fulgido esempio della migliore produzione di Zero, coniugando una melodia allegra e piena di energia ad un testo volutamente provocatorio e trasgressivo ma reso con ironia e autoironia attraverso il ricorso a similitudini e doppi sensi.

Il testo racconta infatti la storia di un “triangolo” amoroso tra un uomo che, invitato a casa sua da una donna, trova una “sorpresa” ad attenderlo: non la solita serata a due («…il pretesto, lo sai, quattro dischi e un po’ di whisky…»), ma un altro uomo. La reazione è inizialmente di sorpresa e perplessità, che sfocia però ben presto in curiosità  infine in un convinto aderire a questa formulazione amorosa originale “Il triangolo io lo rifarei… / Lo rifarei!“.

Impagabile il verso “d’accordo: ci proverò, /la geometria non è un reato” che liquida con una metafora – che collega i due significati del triangolo (quello geometrico e quello amoroso) – ogni perplessità su modelli relazionali diversi da quello tradizionale a due uomo-donna.

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L’indirizzo ce l’ho…
rintracciarti non è un problema,
ti telefonerò!
ti offrirò una serata strana.
il pretesto lo sai: quattro dischi e un po’ di wiskey… wooooh!
Sarò grande, vedrai,
fammi spazio e dopo mi dirai,
“che maschio sei!” Continua a leggere

In radio dal 12 aprile 2013, Alice e il Blu è il terzo singolo estratto da Non so ballare, l’ultimo album di Annalisa Scarrone.

Secondo quanto dichiarato da Annalisa i messaggi delicati espressi in questo brano sono due: In primo piano c’è Alice che, non accontentandosi mai, si cristallizza nel desiderio di qualcosa che manca a prescindere non accorgendosi di quello che già possiede e alla fine si ritrova sola. Altrettanto forte, anche se espresso in modo più velato, è il tema della dipendenza, evidente dal momento in cui ci si rende conto che Alice desidera qualcosa di cui è schiava

Autore della canzone è Dario Faini, il video ufficiale, regia di Gaetano Morbioli, è stato pubblicato il 14 maggio 2013.

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Il testo di Alice e il blu – link per il download su iTunes

Alice nella stanza chiusa restava
Senza sorridere più
Le sembrava mancare da sempre qualcosa
Per sentirsi speciale
Il ragazzo dagli occhi di perla indagava
Senza capire perché
Così un giorno le disse
dritto negli occhi
Dimmi che posso fare

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Guè Pequeno, pseudonimo di Cosimo Fini, rapper milanese precedentemente noto anche come Il Guercio o Lucky Luciano, è un cantante solista ma anche uno dei membri del gruppo hip hop Club Dogo e della crew Dogo Gang.
Il soprannome “Il Guercio” è dovuto al fatto che egli, come anche il cantante dei Radiohead, Thom Yorke, è nato con un parziale abbassamento della palpebra dell’occhio sinistro (detta ptosi).

Con i Club Dogo ha cantato P.E.S. insieme a Giuliano Palma.

Dopo Business, Rose nere è il secondo singolo estratto dell’album Bravo ragazzo, in uscita il prossimo 4 giugno.

Nel 2011 insieme a DJ Harsh – amico e collega da anni – ha fondato una propria etichetta indipendente, la Tanta Roba, che ha sotto contratto, tra gli altri, Fedez.

Un particolare curioso del significato del testo è il verso “A rassegnarmi sono stormi di oche grigie che mi scolo” che fa riferimento ad una marca di vodka (Grey Goose, che in inglese significa “oche grigie”) quindi la spiegazione del testo è che dopo la rottura con la sua ragazza a consolarlo è il bere, raffigurato da uno stormo di oche grigie, cioè molte bottiglie di vodka.

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Il testo di Rose nere, in download digitale su iTunes

Tu pensi di sapere tutto?
Ma tu no, non sai niente di me
Se finisco da fumare è un lutto,
io che scappo un po’ fuori da me
Tu sei fuori di te perché ti ho detto cose vere…
tu sei fuori di te, io ti ho portato rose nere Continua a leggere

Se si volesse ascoltare tutta la discografia dei The Beatles in ordine cronologico, la prima canzone in assoluto che partirebbe è I Saw Her Standing There perché è con questo brano che inizia l’album di debutto del celebre quartetto di Liverpool, Please Please Me pubblicato nel 1963.

Il brano porta, come la quasi totalità delle canzoni dei The Beatles, la doppia firma John Lennon e Paul McCartney e racconta una storia molto dolce e romantica.

Al tempo, infatti, era normale che ragazze e ragazzi potessero incontrarsi e passare del tempo insieme solo in certe situazioni socialmente accettate: una di queste erano le sale da ballo. Per quanto possa essere strano ripensarci oggi, per secoli la società occidentale ha rigidamente regolato e limitato gli incontri tra persone di sesso diverso, nella convinzione che questo fosse un comportamento sbagliato, poiché poteva portare a tentazioni e pensieri peccaminosi. Le sale da ballo consentivano invece di rilassarsi, ascoltare musica e ballare, quindi di toccare e poter stare vicino, quasi abbracciandosi, alle altre persone.

I Saw Her Standing There racconta la storia di un ragazzo che, mentre balla con una ragazza, ne nota un’altra seduta, di cui si innamora. Avvicinarsi a lei, prenderle la mano e innamorarsene è la naturale conseguenza di un incontro che vale tutta una vita.

Sono diverse le cover del brano: una delle più interessanti è stata proposta da Elton John insieme a John Lennon durante un live, dove lo stesso John introduce il brano dicendo «Voglio ringraziare Elton e i ragazzi per questa serata. Abbiamo provato a pensare ad un numero col quale finire e andarcene, e abbiamo pensato di fare un numero di un mio vecchio fidanzato chiamato Paul. Questa è una canzone che non ho mai cantato, è un vecchio numero dei Beatles e lo conosciamo appena.».

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Il testo e la traduzione di I Saw Her Standing There in download digitale su iTunes

One, two, three… four! – Uno, due, tre… quattro!

Well, she was just seventeen, – Beh, lei aveva soltanto diciassette anni
You know what I mean, – Sai cosa intendo dire
And the way she looked was way beyond compare. – E il modo in cui guardava era senza pari
So how could I dance with another, (Ooh) – Tanto che potevo ballare con un’altra, (ooh)
And I saw her standing there. – E vedere lei che stava seduta laggiù Continua a leggere

La storia del testo di Gelato al cioccolato è molto particolare: scritto su musica dello stesso Pupo (il cui vero nome è Enzo Ghinazzi), il testo è frutto della collaborazione tra Clara Miozzi e Cristiano Malgioglio, il quale pare abba preso ispirazione da una avventura autobiografica vissuta con un ragaggo marocchino durante un viaggio in Africa. Mentre sul disco pubblicato il nome di Malgioglio non risulta, il brano è poi stato depositato alla SIAE riportandolo tra gli autori.

Il brano uscì per la prima volta all’interno dell’album omonimo (secondo lavoro dell’artista toscano) nel 1979.

Il significato del testo, anche alla luce del retroscena che ha portato alla sua scrittura, è una metafora di un approccio amoroso reso difficile dalle condizioni dei due sedicenti amanti. Da un lato c’è una persona invaghita della bellezza della persona che ha incontrato e manifesta questo suo interesse telefonando e aspettando impaziente una risposta, dall’altro lato una persona scostante, che evidentemente si allontana nonostante le dichiarazioni d’amore e si mostra annoiata. Nemmeno la disponibilità a ballare insieme sembra scalfire questa indifferenza dettata dalla consapevolezza della propria bellezza (“Io da casa subito ti chiamo/rispondimi presto, rispondi, ti amo…/Ma dove vuoi andare, ti amo!/Ti annoi, va bene, balliamo/sei bella, ti lasci guardare/con te non c’è niente da fare.”).

È una persona affascinante che nel movimento rivela tutta la propria bellezza, sottolineata dai capelli che muovendosi un po’ rivelano e un po’ nascondono i tratti del viso. Un atteggiamento forse infantile, ma che non basta a cambiare la realtà dei fatti: un essere desiderato, voluto, sfuggente ma sempre inseguito, in una schermaglia amorosa a cui fa da contraltare una resa completa (“Nascosta dai lunghi capelli/tu balli, ma i gesti son quelli/bambina, ti voglio, ti sento/ti muovi, mi sfuggi, mi arrendo”).

I tratti di questa persona, probabilmente dalla pelle scura e accaldata dal clima, fanno pensare a qualcosa di dolce e invitante come un gelato, ma allo stesso tempo un po’ salato di sudore: un mix che attira morsi e baci (“Gelato al cioccolato dolce e un po’ salato/tu, gelato al cioccolato/un bacio al cioccolato io te l’ho rubato/tu, gelato al cioccolato”).

Quando una persona simile ti strega con il suo fascino non conta più nulla e tutto quello che si desidera è che la magia di quel momento non termini mai (“Rimani così che dolce sei tu non chiedo di più”). Gli odori, mescolati alle sensazioni si fanno più intensi e tutto appare come un sogno (“Profumo di fiori di tiglio/fa caldo, ma qui si sta meglio/la sabbia è più bianca stasera/ma dimmi che sei proprio vera!”).

Un brano solo apparentemente leggero e privo di significato, in realtà cela il racconto di una dinamica relazionale che noi tutti abbiamo sperimentato almeno una volta nella vita.

(Grazie a Livia MariaRita che ha richiesto l’interpretazione di questo brano sulla nostra pagina Facebook. Richiedi anche tu la spiegazione del tuo brano preferito su Facebook o nei commenti!)

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Il testo di Gelato al cioccolato

Io da casa subito ti chiamo
rispondimi presto, rispondi, ti amo…
Ma dove vuoi andare, ti amo!  Continua a leggere

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