Ostinatamente

Ostinatamente è un brano scritto e interpretato dal cantautore Niccolò Fabi ed è incluso nel suo album di esordio del 1997, Il giardiniere.

Si tratta di un brano che coniuga mirabilmente testo e musica nell’esprimere l’ossessiva monotonia e la ciclicità con cui chi è incatenato in una relazione infelice continua a tornare e ritornare sugli stessi pensieri con ostinazione e tenacia.

Il testo parla della sensazione di solitudine che coglie chi solo non dovrebbe sentirsi perché in realtà ha un compagno o una compagna (“Sono solo”) e di fronte a questa assurdità non sa e non vuole spiegare (“e non mi sento neanche un poco di parlare/e tanto meno di spiegare cosa è capitato) non sempre è facile capire esattamente cosa sia successo (“ci fosse poi qualcosa da spiegare) anche perché situazioni simili sono assurde, come se fossero il risultato di uno scherzo di cattivo gusto (“sembra tutto così assurdo/quasi che qualcuno si sia divertito/a farmi un dispetto”). Inoltre il più delle volte non c’è un singolo motivo per ciò che accade tra due persone che dando forse per scontato il proprio rapporto i ritrovano un giorno come due estranei (“non c’è mai una chiara ragione/quando due persone si ritrovano distanti/sempre meno amanti”) anche se la storia va avanti comunque, senza litigi magari, ma anche senza più ricordarsi nemmeno perché si sta insieme (“ma compagni di una storia/in cui si è tralasciato
o forse dimenticato/il motivo reale per il quale si sta insieme/e si finisce per farsi male”) e finendo per ferirsi l’un l’altra.

E’ una situazione così anestetizzata da emozioni forti che non porta nemmeno a reazioni rabbiose o a un dolore profondo, è più una sorta di stanchezza, di delusione e tristezza che però è tutt’aktro che leggera (“Non c’è rabbia non c’è dolore/c’è soltanto una tristezza/così grande che mi sfonda il cuore”). Da questo nasce la melodia ossessiva per cui l’autore si scusa (“chiedo venia per questa nenia/ripetitiva e ostinata”) ma è l’unica cosa che rispecchia ciò che prova (“ma c’è un unico pensiero/che ossessivamente segue ogni mio respiro”) ed è la persona amata che è allo stesso tempo ciò che crea dipendenza e sofferenza e fa male, ma anche la cura e (“da te dipendo mia eroina e metadone”), ed è a questa melodia che egli affida il compito di toccare la propria compagna dato che la distanza emotiva che si è creata tra loro gli impedisce altre forme di contatto (“e lascio a queste note il compito di toccarti/così che ciò che non faccio io/possa fare una canzone).

E’ senz’altro un brano triste, ma anche soffuso di speranza: esprimere il disagio è il primo segnale che non ci si è arresi, che qualcosa importa ancora, che non c’è solo silenzio e disinteresse, ma ostinata voglia di riprovarci.

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Il testo di Ostinatamente in download digitale su iTunes

Penso solo a te penso solo a te
penso solo a te penso a te
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