Jazz

Ev’ry Time We Say Goodbye è una canzone con testi e musiche di Cole Porter del 1944.

Nella frase del testo “From major to minor” (dalla scala maggiore alla minore), Porter inizia con un accordo maggiore A ♭ e termina con un A ♭ minore, facendo corrispondere le parole alla musica.

La canzone è diventato uno standard jazz dopoaver guadagnando grande popolarità tra la fine degli anni ’50 e i primi anni 1960. Molti artisti hanno sostituito l’apostrofo in “ev’ry” con una “e”.

Le versioni cover di questo grande classico non si contano: da Chet Baker a Ray Charles, da Ella Fitzgerald Annie Lennox, da Nina Simone a Robbie Williams. Noi abbiamo scelto la versione intensa e fragilissima dei Simply Red.

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Il testo e la traduzione di Ev’ry Time We Say Goodbye in download digitale su iTunes

Every time we say goodbye – Ogni volta che ci diciamo addio
I die a little – Io muoio un po’
Every time we say goodbye – Ogni volta che ci diciamo addio
I wonder why a little – Mi domando un po’ perché
Why the Gods above me – Perché gli Dei sopra di me
Who must be in the know – Che devono essere a conoscenza di tutto
Think so little of me – Pensano così poco a me
They allow you to go – Ti lasciano andare via Continua a leggere

The Cinematic Orchestra è una band britannica di musica jazz e elettronica, creata nel 1999 da Jason Swinscoe.

To Build A Home è il brano di apertura del loro terzo album di studio Ma Fleur del 2007 e per questa canzone The Cinematic Orchestra si sono avvalsi della collaborazione del cantautore canadese Patrick Watson. Il brano è stato ampiamente utilizzato nel cinema e in televisione.

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Il testo e la traduzione di  To Build A Home in download digitale su iTunes

There is a house built out of stone – C’è una casa costruita sulla pietra
Wooden floors, walls and window sills – pavimenti di legno, muri e davanzali
Tables and chairs worn by all of the dust – tavoli e sedie ricoperti di polvere
This is a place where I don’t feel alone – questo è un posto dove non mi sento solo
This is a place where I feel at home… – questo è un posto dove mi sento a casa… Continua a leggere

Petra Magoni e Ferruccio Spinetti celebrano 10 anni di Musica nuda con l’album Banda Larga, disponibile a partire dal 29 gennaio 2013.

Venti brani dove per la prima volta Petra e Ferruccio sono accompagnati da un’intera orchestra, Banda Larga nasce infatti dalla collaborazione dei due con l’Orchestra da camera delle Marche.

Musica Nuda Banda Larga copertina disco

La lista tracce di Banda Larga – In download su iTunes al prezzo di 9.99 Euro

1 Preludio (Aria c’è) 0:49
2 Aria C’è 3:07
3 Des Ronds Dans L’eau 2:42
4 Preludio (Qui tra poco pioverà) 1:17
5 Qui Tra Poco Pioverà 3:30
6 Game of Taking Chances 2:51
7 Libera 3:45
8 Preludio (Um outro Olhar) 1:00
9 Um outro Olhar 4:16
10 Spina dorsale con Joe Barbieri 3:55
11 Luele 1:10
12 Carica Erotica 3:31
13 Preludio (Lirico lirica) 1:17
14 Lirico Lirica 3:22
15 Le Cose 3:47
16 Japan 0:58
17 Luna Suadente 3:02
18 Preludio (Tu, la prima volta di tutto) 1:10
19 Tu, La Prima Volta Di Tutto 2:25
20 Les tam-tam du Paradis 4:29
21 I Ricordi Della Sera 2:25

Mina 12 american songbook copertina disco artwork

Dodici è il numero attorno al quale ruota la nuova produzione di Mina, anche stavolta dedicata alle cover di brani notissimi della produzione musicale mondiale: 12 come dell’anno di pubblicazione del disco, come il numero delle tracce dell’album e come le diverse copertine ispirate alla discografia jazz dagli anni ’30 che ritraggono il viso della cantante e firmate da Mauro Balletti e Gianni Roncotra, le quali sarà possibile scegliere la prima tiratura.

La scelta di questo numero si ricollega alla tradizione musicale dei dischi in vinile, quando la lunghezza media del disco e delle tracce portava spesso a inserire proprio dodici canzoni negli album, sei per facciata. I brani sono invece stati selezionati da Mina tra i grandi classici della musica statunitense: quelli da lei più amati, che li avesse già interpretati in precedenza o meno, ma mai così, tutti insieme. Il risultato è un disco che, a dire dalla stessa Mina, l’ha fatta divertire.

L’ennesima occasione per sentire una delle più belle voci di sempre impegnata su alcuni dei pezzi più straordinari e imperdibili.

Ecco la lista dei brani di 12 (American Song Book). Scarica in digitale da iTunes 12 (American Song Book) [Special Edition] – Mina.

  1. September Song
  2. Banana Split For My Baby
  3. Everything Happens To Me
  4. Fire and Rain
  5. Have Yourself a Merry Little Christmas
  6. I’ll Be Seeing You
  7. I’m Glad There Is You
  8. I’ve Got You Under My Skin
  9. Just a Gigolò
  10. Love Me Tender
  11. Over the Rainbow
  12. Anytime Anywhere

Si è spento ieri a Norwalk, nel Connecticut, Dave Brubeck, straordinario pianista e compositore statunitense di jazz. Diplomato al conservatorio grazie alle sue eccezionalità capacità, anche se incredibilmente incapace di leggere gli spartiti, si distinse per il talento nell’improvvisazione e nel contrappunto.

Nel 1951 fondò il Dave Brubeck Quartet che nonostante i rimaneggiamenti nella formazione, grazie soprattutto al talento di Paul Desmond divenne un punto di riferimento del panorama jazzistico mondiale.

Punto di culmine della loro produzione è innegabilmente Take Five del 1959, un brano notissimo la cui composizione è attribuita al solo Desmond, ma che è in realtà il frutto della collaborazione di tutto il quartetto. La particolarità di questo pezzo è il cosiddetto “tempo” in 5/4 – da cui deriva il titolo – e il fatto che tutti gli strumenti di volta in volta diventano protagonisti del brano, persino la batteria, in una epoca storica in cui ad essa veniva assegnato un ruolo di mero accompagnamento. In Take Five ogni strumento contribuisce alla melodia in modo unico e personale, e ogni assolo è magnetico e bellissimo. Su tutti si distingue il sassofono di Paul Desmond (anche se lo stesso brano venne inciso in diverse versioni, in alcune delle quali Desmond suona il clarinetto).

Take Five è diventata un classico del jazz, cioè quello che viene chiamato normalmente “standard“, vale a dire un tema musicale così noto da essere utilizzato come “base” per le improvvisazioni. Il pubblico che conosce la melodia riesce quindi a seguire le variazioni e a riconoscere tanto il brano quanto la capacità degli artisti di personalizzarlo.

Di questo pezzo esistono pertanto moltissime versioni: quella che abbiamo scelto è una versione live che consente di vedere il Dave Brubeck Quartet suonare una versione estesa di Take Five.

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Don’t Let Me Be Misunderstood, come un po’ tutti i capolavori della musica, è una canzone dalle tante vite. Venne scritta da Bennie Benjamin, Gloria Caldwell e Sol Marcus per Nina Simone, che la incise per la prima volta nel 1964 inserendola come prima traccia di Broadway-Blues-Ballads.

Nel 1965 The Animals la ripropongono con grandissimo successo in chiave blues-rock. E ancora nel 1977 i Santa Esmeralda ne incidono una versione ballatissima in discoteca. Quest’ultima versione è stata anche utilizzata nel 2003 nella scena finale del film Kill Bill Vol. 1.

Tra gli altri si sono cimentati con Don’t Let Me Be Misunderstood anche Joe Cocker per il film The Pusher del 2004, The Moody Blues, Elvis Costello, Cyndi Lauper, John Legend e Jon Bon Jovi, solo per citarne alcuni.

Don’t Let Me Be Misunderstood è stata scelta da Elio per l’interpretazione di Alan nella Seconda puntata di X Factor 7 del 31 ottobre 2013.

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Il testo e la traduzione di Don’t Let Me Be Misunderstood (Non lasciare che io sia fraintesa)

Baby do you understand me now – Baby mi capisci adesso?
If sometimes you see that I’m mad – se qualche volta vedi che sono fuori di me
Don’t you know no one alive can always be an angel? – non sai che nella vita nessuno può sempre essere un angelo?
When everything goes wrong you see some bad – Quando tutto va male, alcune cose le vedi brutte

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No Surprises, cover del brano del 1997 dei Radiohead, inserita nel loro terzo album OK Computer, è la nona traccia di Irene Grandi & Stefano Bollani, album di cover che i due artisti hanno pubblicato martedì 22 ottobre 2012.

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Il disco, oltre a No Surprises e al singolo Costruire di Niccolò Fabi, contiene canzoni che vanno dalla tradizione brasiliana, da Olhos nos olhos a Roda Viva, entrambe di Chico Buarque, a Medo de amar di Vinicius De Moraes.

Nel 1938 Hoagy Carmichael scrisse un pezzo basato su una sequenza di tasti al pianoforte così orecchiabile, facile da suonare con appena due dita e divertente da diventare uno dei classici pezzi insegnati a chi sta iniziando a imparare a suonare il piano: Heart and Soul. Per questo motivo venne scelta ad esempio per la famosa scena girata da Tom Hanks nel centro commerciale di giocattoli per il quale andrà poi a lavorare in Big, il rifacimento datato 1988 del film italiano Da Grande, con Renato Pozzetto. In questa scena si vede Tom Hanks che si trova davanti ad un enorme pianoforte che si suona con i piedi e, per provarlo, suona Heart and Soul.

Lo stesso principio è stato usato nella pubblicità dell’Apple iPod Mini, in cui l’iPod Mini si trasforma in una mini tastiera elettronica affiancandosi ad un’altra tastiera elettronica visualizzata su un nuovo iPod e il pezzo suonato dall’unione di entrambi è proprio questa semplice, irresistibile musica.

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Amici da molti anni, Irene Grandi e Stefano Bollani hanno pubblicato martedì 22 ottobre il loro primo lavoro insieme, dal titolo Irene Grandi & Stefano Bollani.

Un disco che contiene canzoni che vanno dalla tradizione brasiliana, da Olhos nos olhos a Roda Viva, entrambe di Chico Buarque, a Medo de amar di Vinicius De Moraes, al rock inglese, No Surprises dei Radiohead, alla musica italiana di Niccolò Fabi con Costruire, singolo ora in radio.

Irene Grandi & Stefano Bollani copertina album artwork

1. Viva la pappa col pomodoro – 3:26
2. Olhos nos olhos (Occhi negli occhi) – 4:56
3. Dream a Little Dream of Me – 4:24
4. Costruire – 5:03
5. Come non mi hai visto mai – 3:54
6. A Me Me Piace ‘O Blues – 4:09
7. For Once in My Life – 3:06
8. L’arpa della tua anima – 2:57
9. No Surprises – 4:45
10. Roda Viva – 3:48
11. La Gente e Me – 3:59
12. Medo de Amar – 4:25
13. Se tu non torni (Bonus Track) – 4:20

Love for Sale è una canzone composta dallo straordinario musicista americano Cole Porter per il musical The New Yorkers. Il pezzo è scritto dal punto di vista di una prostituta che reclamizza diversi tipi di “amori in vendita”: l’amore antico, il nuovo amore, tutti i tipi di amore tranne quello vero (Old love, new love, every love but true love).

Inizialmente (il musical da cui è tratto andò in scena  a Broadway negli anni 1930-1931) fu considerato un pezzo scandaloso, soprattutto perché era interpretata da una attrice bianca che recitava il ruolo di una prostituta e nel musical la scena si svolgeva di fronte ad un ristorante molto famoso all’epoca. Paradossalmente le critiche si spensero quando il copione venne cambiato e ad interpretare il pezzo venne scelta una attrice di colore, mentre la scena venne spostata di fronte al celebre Cotton Club di Harlem. Ciò nonostante, la censura colpì ugualmente il pezzo, che non venne passato per radio, anche se questo non le impedì di entrare in classifica e arrivare al quinto posto nel 1931.

Le versioni cover non si contano. Tra le più particolari e intense ricordiamo  Eartha KittElla Fitzgerald, Dee Dee Bridgewater, Mia Martini ed Elvis Costello, oltre a Billie Holiday. Nel suo tour del 2010-2011 l’attrice, cantante e musicista statunitense Idina Menzel ha cantato un mash-up di questo pezzo e di un altro celeberrimo brano che parla di prostitute: Roxanne dei Police.

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Il testo e la traduzione di Love for sale

Love for sale, – Vendesi amore
Appetising young love for sale. – Vendesi appetitoso, giovane amore
Love that’s fresh and still unspoiled, – Un amore fresco e incontaminato
Love that’s only slightly soiled, – Un amore che è solo appena appena macchiato
Love for sale. – Vendesi amore
Who will buy? – Chi lo comprerà?
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