Sfiorivano le viole è un brano scritto e interpretato da Rino Gaetano, straordinario cantautore prematuramente scomparso a soli 31 anni dopo aver composto alcuni dei brani più noti della musica italiana degli anni settanta, da Gianna a Ma il cielo è sempre più blu, da Nuntereggae più, a Mio fratello è figlio unico. Proprio quest’ultima uscì nel 1976 come 45 giri e il lato B era Sfiorivano le viole, un brano che, nello stile di Rino Gaetano, si sviluppa su un testo volutamente surreale che parla di un amore estivo gonfio di poesia e romanticismo, nel quale lui aspetta la sua amata e, nella calura e nella noia ripensa a personaggi realmente esistiti della storia europea tra fine settecento e fine ottocento: ad esempio il marchese La Fayette che fu protagonista della rivoluzione americana prima, e della rivoluzione francese dopo. Il riferimento al cappello probabilmente è legato al fatto che egli appuntò sul cappello di Luigi XVI una coccarda che riportava i colori di Parigi (rosso e blu) più il bianco, simbolo della monarchia, di fatto creando la bandiera francese. Michele Novaro è l’autore della musica dell’inno nazionale italiano, su testo di Goffredo Mameli (geniale la lettura che ne dà Gaetano in questo brano “insieme scrivono un pezzo tuttora in voga“). Otto Eduard Leopold von Bismarck-Schönhausen fu invece un politico tedesco che fu di fatto l’artefice dell’unificazione della Germania.

Il fatto che tutti i personaggi siano storici e si riferiscano ad un periodo storico relativamente circoscritto, unito al racconto di un amore adolescenziale fatto di attese, mani prese e strette e poco altro, mi fa pensare che Rino Gaetano abbia voluto descrivere un amore vissuto ai tempi della scuola, forse mentre si preparano gli esami di maturità.  Forse un ricordo autobiografico o forse solo la capacità di immaginare storie delicate e reali di un grandissimo artista.

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Il testo di Sfiorivano le viole in download digitale su iTunes

L’estate che veniva con le nuvole rigonfie di speranza
nuovi amori da piazzare sotto il sole
il sole che bruciava lunghe spiagge di silicio
e tu crescevi, crescevi sempre più bella
Fiorivi, sfiorivano le viole
e il sole batteva su di me
e tu prendevi la mia mano,
mentre io aspettavo

I passi delle onde che danzavano sul mare a piedi nudi
come un sogno di follie venduto all’asta
la notte, quella notte cominciava un po’ perversa
e mi offriva tre occasioni per amarti e tu

Fiorivi, sfiorivano le viole
e il sole batteva su di me
e tu prendevi la mia mano
mentre io aspettavo

Il sole che bruciava bruciava bruciava bruciava
e tu crescevi, crescevi, crescevi più bella, più bella
fiorivi, sfiorivano le viole
e il sole batteva su di me
e tu prendevi la mia mano
mentre io aspettavo te, mentre io (oh ye) aspettavo te
si lavora e si produce si amministra lo stato, il comune si promette e si mantiene a volte
mentre io (oh ye) aspettavo te
il marchese La Fayette ritorna dall’America importando la rivoluzione e un cappello nuovo
mentre io (oh ye) aspettavo te
ancora penso alle mie donne, quelle passate e le presenti le ricordo appena
mentre io (oh ye) aspettavo te
Otto von Bismarck-Shonhausen realizza l’unità germanica e si annette mezza Europa
mentre io aspettavo te
Michele Novaro incontra Mameli
e insieme scrivono un pezzo tuttora in voga
mentre io (oh ye) aspettavo…

pippo

Una risposta a Rino Gaetano – Sfiorivano le viole – Testo e interpretazione

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