Prospettiva Nevskij è un brano scritto da Franco Battiato e Pio Giusto, con testo dello stesso Battiato e inserito nel suo album del 1980, Patriots.

La Prospettiva Nevskij o Nevskij Prospekt (che significa “Viale della Neva”) è la strada principale che attraversa la città di San Pietroburgo e prende il nome dal fiume Neva, che la costeggia per un lungo tratto. Nel testo vengono citati altri elementi che fano riferimento al panorama culturale russo: Igor’ Fëdorovič Stravinskij un compositore nato in russia e poi naturalizzato prima francese, e poi statunitense; Vaclav Fomič Nižinskij ballerino e coreografo ucraino di origine polacca noto, oltre che per il suo straordinario talento come ballerino, per il rapporto con il proprio impresario  Sergej Diaghilev e Sergej Michajlovič Ėjzenštejn regista, sceneggiatore, montatore, scrittore, produttore cinematografico e scenografo sovietico, noto soprattutto per capolavori come La corazzata Potëmkin, Alexander Nevskij, Lampi sul Messico e Ottobre.

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Il testo di Prospettiva Nevskij in download digitale su iTunes

Un vento a trenta gradi sotto zero
incontrastato sulle piazze vuote e contro i campanili
A tratti, come raffiche di mitra,
disintegrava i cumuli di neve

E intorno i fuochi delle guardie rosse accesi per scacciare i lupi e vecchie coi rosari
E intorno i fuochi delle guardie rosse accesi per scacciare i lupi e vecchie coi rosari
Seduti sui gradini di una chiesa,
aspettavamo che finisse messa e uscissero le donne
Poi guardavamo con le facce assenti la grazia innaturale di Nijinski

E poi di lui s’innamorò perdutamente il suo impresario e dei balletti russi
E poi di lui s’innamorò perdutamente il suo impresario
e dei balletti russi

L’inverno con la mia generazione
le donne curve sui telai, vicine alle finestre
Un giorno sulla Prospettiva Nevskij
per caso vi incontrai Igor Stravinskij

E gli orinali messi sotto i letti per la notte e un film di Eisenstein sulla rivoluzione
E gli orinali messi sotto i letti per la notte e un film di Eisenstein sulla rivoluzione
E studiavamo chiusi in una stanza
la luce fioca di candele e lampade a petrolio
E quando si trattava di parlare
aspettavamo sempre con piacere
E il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire
E il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire
dentro l’imbrunire…

pippo

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