Si è spento ieri a Norwalk, nel Connecticut, Dave Brubeck, straordinario pianista e compositore statunitense di jazz. Diplomato al conservatorio grazie alle sue eccezionalità capacità, anche se incredibilmente incapace di leggere gli spartiti, si distinse per il talento nell’improvvisazione e nel contrappunto.

Nel 1951 fondò il Dave Brubeck Quartet che nonostante i rimaneggiamenti nella formazione, grazie soprattutto al talento di Paul Desmond divenne un punto di riferimento del panorama jazzistico mondiale.

Punto di culmine della loro produzione è innegabilmente Take Five del 1959, un brano notissimo la cui composizione è attribuita al solo Desmond, ma che è in realtà il frutto della collaborazione di tutto il quartetto. La particolarità di questo pezzo è il cosiddetto “tempo” in 5/4 – da cui deriva il titolo – e il fatto che tutti gli strumenti di volta in volta diventano protagonisti del brano, persino la batteria, in una epoca storica in cui ad essa veniva assegnato un ruolo di mero accompagnamento. In Take Five ogni strumento contribuisce alla melodia in modo unico e personale, e ogni assolo è magnetico e bellissimo. Su tutti si distingue il sassofono di Paul Desmond (anche se lo stesso brano venne inciso in diverse versioni, in alcune delle quali Desmond suona il clarinetto).

Take Five è diventata un classico del jazz, cioè quello che viene chiamato normalmente “standard“, vale a dire un tema musicale così noto da essere utilizzato come “base” per le improvvisazioni. Il pubblico che conosce la melodia riesce quindi a seguire le variazioni e a riconoscere tanto il brano quanto la capacità degli artisti di personalizzarlo.

Di questo pezzo esistono pertanto moltissime versioni: quella che abbiamo scelto è una versione live che consente di vedere il Dave Brubeck Quartet suonare una versione estesa di Take Five.

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