È del 1979 questo pezzo di Ivan Graziani, inserito nell’album Agnese dolce Agnese, in cui il cantautore abruzzese prende spunto dal tema del Rondò dalla Sonatina in Sol maggiore op. 36 n. 5 di Muzio Clementi e ci adagia sopra un testo malinconico, nostalgico e delicato, tipico di Ivan Graziani.

In una serata triste e solitaria il cantante ricorda il passato, una compagna di giochi e di gite in bicicletta, probabilmente durante una vacanza estiva (la descrive infatti con la pelle “color di cioccolata” e descrive quella giornata come “un giorno in pieno agosto le biciclette in riva al mare”) e il ricordo stride con la realtà che sta vivendo in quel momento, fatta di una città grigia, in inverno, nella quale si ritrova appunto solo e a bere (i “liquori inquinati”). Un rapporto trano, fatto di confidenze di lei (“mi raccontava di quello che la gente/diceva del suo corpo con malizia ed allegria”) a cui lui, non si sa se per timidezza o altro, non sa rispondere se non con una timida gelosia – frutto forse della giovane età e dell’inesperienza – e ad anni di distanza ripensa a quei momenti con struggimento e rimpiangendo di non averla mai baciata.

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Il testo di Agnese

Se la mia chitarra piange dolcemente
stasera non è sera di vedere gente
e i giochi nella strada che ho chiusi dentro al petto
mi voglio ricordare
Io penso ad un barcone rovesciato al sole
in un giorno in pieno agosto le biciclette in riva al mare
Agnese mi parlava e la sabbia era infuocata
ed io non so perché non l’ho dimenticata

Lei mi raccontava di quello che la gente
diceva del suo corpo con malizia ed allegria
ed io che sto provando le cose che provavo ieri
non ho capito ancora
se è gelosia, se sono prigioniero
di questo cielo nero e di un ricordo che fa male
e se continuo a bere i miei liquori inquinati
è vero che quei giorni non li ho dimenticati

È uscito un po’ di sole da questo cielo nero
l’inverno cittadino sembra quasi uno straniero
Agnese dolce Agnese color di cioccolata
adesso che ci penso non ti ho mai baciata

Agnese dolce Agnese color di cioccolata
adesso che ci penso

Io vado in bicicletta per sentirmi vivo
alle 5 di mattina con la nebbia nei polmoni
però non c’è più Agnese seduta sul manubrio
a cantar canzoni a cantar canzoni

pippo

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